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Lo sbiancamento
dei denti (dental bleaching) è ormai diventato un
trattamento routinario nel mondo per tutti coloro
che desiderano sembrare più giovani, attraenti e più
sicuri di sè stessi.
Sviluppatosi molto ,
alcuni anni or sono, negli U.S.A. è adesso il
trattamento estetico odontoiatrico più richiesto dai
pazienti americani i quali spendono in media 1,4
milioni di dollari l’anno per prodotti sbiancanti(
fonte American Academy of Cosmetic Dentistry).
Nonostante il grande successo e diffusione è importante capire
che questa è una pratica con limitazioni e non è
indicata per tutti i pazienti, né per tutti i denti.
Le donne in
stato interessante o quelle che allattano al seno
dovrebbero astenersi dall’uso di questi prodotti
come anche coloro che soffrono di parodontopatie
(ossia tutti quei problemi legati ai tessuti di
supporto del dente, es. gengive).
Lo sbiancamento
è anche sconsigliato a coloro che hanno denti con
leggere fratture o anche con piccole infrazioni
. Allo stesso modo le carie nella zona da sbiancare,
se già restaurate, andrebbero sostituite al termine
dello sbiancamento; questo in quanto il trattamento
non ha effetto sulle otturazioni in
composito (bianche) né sulle corone, né sulle
faccette estetiche che in genere posizioniamo sui
denti anteriori.
Per
intraprendere questo tipo di trattamento deve
esserci infatti una buona salute della bocca, i
denti più smaglianti dovrebbero essere desiderati
come passo finale per una dentatura sana e bella.
Considerando
tutto questo,
se si può procedere allo sbiancamento che livello di
“bianco” è possibile raggiungere?
I risultati
dipendono dalla risposta soggettiva agli agenti
utilizzati ed alla sfumatura dei denti da cui si
inizia il trattamento.
La maggior parte delle
persone parte da una colorazione che varia dal
giallo, al marrone e grigio pallido. Le persone
che partono da un valore cromatico tendente al
giallo hanno più possibilità di far virare il colore
verso il bianco rispetto a chi ha colorazioni
tendenti al marrone. Questi altri beneficeranno
senz'altro del trattamento ma avranno risultati meno
evidenti dei primi.
Risultati
ottimi si ottengono in genere con agenti sbiancanti
su macchie dovute all’assunzione di tè, caffè, vino.
Per coloro ,
infine , che hanno denti tendenti al grigio, i
risultati spesso non sono incoraggianti se si usano
soltanto agenti sbiancanti. Allo stesso modo sono
spesso difficili da trattare anche le discolorazioni
dovute all’utilizzo in età infantile di antibiotici
della classe delle tetracicline (diffuso soprattutto
tra il 1950 e il 1970) . Premetto che va valutata
comunque clinicamente la gravità della discromia .
A queste
semplici ma schematiche indicazioni ci sono sempre e
comunque delle eccezioni per cui potrete togliervi i
vostri dubbi solo dopo aver avuto una valutazione
clinica dal vostro dentista di fiducia.
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