MARIO CHIEFFO DR. CHIEFFO DOTT.CHIEFFO  

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SBIANCAMENTO DENTALE

Lo sbiancamento dei denti (dental bleaching) è ormai diventato un trattamento routinario nel mondo per tutti coloro che desiderano sembrare più giovani, attraenti e più sicuri di sè stessi.

Sviluppatosi molto , alcuni anni or sono, negli U.S.A. è adesso il trattamento estetico odontoiatrico più richiesto dai pazienti americani i quali spendono in media 1,4 milioni di dollari l’anno per prodotti sbiancanti( fonte American Academy of Cosmetic Dentistry).

Nonostante il grande successo e diffusione è importante capire che questa è una pratica con limitazioni e non è indicata per tutti i pazienti, né per tutti i denti.

Le donne in stato interessante o quelle che allattano al seno dovrebbero astenersi dall’uso di questi prodotti come anche coloro che soffrono di parodontopatie (ossia tutti quei problemi legati ai tessuti di supporto del dente, es. gengive).

Lo sbiancamento è anche sconsigliato a coloro che hanno denti con leggere fratture o anche con piccole infrazioni . Allo stesso modo le carie nella zona da sbiancare, se già restaurate, andrebbero sostituite al termine dello sbiancamento; questo in quanto il trattamento non ha effetto sulle otturazioni in composito (bianche) né sulle corone, né sulle faccette estetiche che in genere posizioniamo sui denti anteriori.

Per intraprendere questo tipo di trattamento deve esserci infatti una buona salute della bocca, i denti più smaglianti dovrebbero essere desiderati come passo finale per una dentatura sana e bella.

Considerando tutto questo, se si può procedere allo sbiancamento che livello di “bianco” è possibile raggiungere?

I risultati dipendono dalla risposta soggettiva agli agenti utilizzati ed alla sfumatura dei denti da cui si inizia il trattamento.

La maggior parte delle persone parte da una colorazione che varia dal giallo, al marrone e grigio pallido. Le persone che partono da un valore cromatico tendente al giallo hanno più possibilità di far virare il colore verso il bianco rispetto a chi ha colorazioni tendenti al marrone. Questi altri beneficeranno senz'altro del trattamento ma avranno risultati meno evidenti dei primi.

Risultati ottimi si ottengono in genere con agenti sbiancanti  su macchie dovute all’assunzione di tè, caffè, vino.

Per coloro , infine , che hanno denti tendenti al grigio, i risultati spesso non sono incoraggianti se si usano soltanto agenti sbiancanti. Allo stesso modo sono spesso difficili da trattare anche le discolorazioni dovute all’utilizzo in età infantile di antibiotici della classe delle tetracicline (diffuso soprattutto tra il 1950 e il 1970) . Premetto che va valutata comunque clinicamente la gravità della discromia .

 

A queste semplici ma schematiche indicazioni ci sono sempre e comunque delle eccezioni per cui potrete togliervi i vostri dubbi solo dopo aver avuto una valutazione clinica dal vostro dentista di fiducia.

 

 

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